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“Poliphylia Publishing: il progetto e perché.” di Stefano Scoglio

Con il progetto Poliphylia si vuole ricostituire quell’unità del sapere che è l’unica a far progredire veramente la conoscenza scientifica.

Per formazione e preparazione sono, o almeno vorrei essere, quello che un tempo si chiamava un “uomo rinascimentale”: i miei studi e ricerche hanno spaziato dal diritto alla tossicologia, dalle scienze politiche all’omeopatia, dalla filosofia alla nutriterapia, dall’economia alla ricerca scientifica. Con tutte le carenze del mio sapere, pur sempre umano, troppo umano, è chiaro che l’impulso che sottende questa costante ricerca è la consapevolezza che il sapere è uno, proprio come il mondo e la realtà sono Uno, come garantisce Platone, fonte di tutta la tradizione occidentale.

Dietro il progetto Poliphylia Publishing c’è l’impulso a voler ricostituire quell’unità del sapere che, ponendo ad esempio la filosofia alla base della vera scienza, genera quella “scienza archetipica” che, superando la banale “scienza normale” di cui ci parlò Thomas Kuhn, è l’unica a far progredire veramente la conoscenza scientifica. A questo, io vorrei aggiungere che questa progressione è, e non può che essere, circolare, perché attraverso gli strumenti tecnici sempre più avanzati che abbiamo a disposizione, possiamo solo approfondire nei dettagli, e quindi meglio comprendere, la saggia conoscenza che è da sempre con noi, e che troviamo, in forme più o meno velate, nella tradizione.

La ricostruzione di un sapere intero e uno si oppone a quel “sapere sempre più sul sempre meno” (Arendt) della scienza moderna, che non è solo sempre più maniacale specializzazione che nega l’intero, come se si potesse veramente conoscere qualsiasi cosa estrapolata dalla sua universale interdipendenza; ma è anche presuntuosa limitazione del reale al solo visibile e sensorialmente quantificabile. Ricostituzione del vero sapere uno è dunque non solo orizzontale espansione verso l’intero, ma anche verticale ampliamento verso il metafisico e invisibile, ed è per questo che metafisica ed esoterismo, nel senso più alto del termine, saranno centrali in questo nostro progetto. D’altra parte, l’attuale crisi Covid-19 ci ha mostrato con forza come dell’invisibile e del metafisico l’uomo non può fare a meno, che quando si rigetta la metafisica spirituale non si può che cadere in una metafisica materialista, come quella che pone al suo centro l’essere più invisibile, meno identificabile e più immaginifico che ci sia, il virus, la cui esistenza è da sempre fondata su una vera e propria religione virologica, con i suoi riti e le sue credenze, mai veramente provate in base al metodo scientifico (che è un’ottimo strumento, se ben utilizzato).

 

Perché ho chiamato questo progetto Poliphylia? Ho scelto questo nome, e il simbolo triadico che l’accompagna, molti anni fa. Il simbolo triadico l’ho derivato dal ritratto di Federico da Montefeltro e suo figlio Guidobaldo presente nel Palazzo

Ducale di Urbino.

E’ un simbolo universale, presente a Urbino ma anche, tra gli altri, all’interno della tradizione buddista, e un giorno, su www.poliphylia.com o sulla relativa rivista che speriamo di far nascere, approfondirò i tanti significati di tale simbolo.

Quanto al nome, sono stato ispirato dalla Hypnerotomachia Poliphili, straordinario libro anonimo probabilmente nato nel milieu del Rinascimento Urbinate, che narra proprio la storia dell’ascesa spirituale di Poliphilo grazie all’amore per Polia, ulteriore incarnazione di

quel femminino spirituale che è stato al centro del movimento dei Fedeli d’Amore e, prima ancora, di tutta la tradizione platonica occidentale, a partire dalla Diotima socratica.

Il viaggio di Polifilo parte dal sonno, e forse l’unica cosa che oggi ci può consolare è la consapevolezza che mai come ora vige il sonno universale della ragione, dell’anima, della coscienza; e che dunque, il prossimo movimento non potrà che essere il risveglio.

Poliphilia vuole contribuire a questo risveglio, fondato sulla libertà come valore primario, la libertà esteriore di intraprendere e d stare sul mercato, la interiore libertà di ricercare ed esprimere il meglio, schiacciato da una cultura dominante sempre più trash e sempre più dittatoriale. Poliphylia Publishing vuole essere uno strumento contro questa felice tirannia dell’ignoranza. Non praevalebunt…

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