Ugo-Levita

Vecchia e nuova normalità: di cosa stiamo parlando?

No, non c’è nessun salto quantico o rivoluzione in atto. Quell’aborto che stanno provando a definire “nuova normalità”, è solo il frutto, l’ultimo gradino involutivo di ciò che era diventato “normale” –per quanto abnorme- negli ultimi trent’anni.

Normalità…

“Com’era in principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli”.

Gloria Patri

 

No, non c’è nessun salto quantico o rivoluzione in atto. Quell’aborto che stanno provando a definire “nuova normalità”, è solo il frutto, l’ultimo gradino involutivo di ciò che era diventato “normale” –per quanto abnorme- negli ultimi trent’anni.

Prima di provare a dar risposte è necessario porsi le giuste domande.

Procediamo quindi per gradi, anche se a molti non farà piacere quello che stanno per leggere…

Or’ bene, qui vi chiedo: ma era normale passare ore davanti a un microschermo a rincoglionirsi di idiozie trasformandosi in (tele o altro) spettatori h24, privi ormai di una vera socialità e tutti tesi a proporre e fruire autoimmagini virtuali e taroccate?

Era normale “far tutto da casa” –dall’ “intrattenimento”, allo shopping, sino all’ordine del pasto preconfezionato da grande catena produttrice di purissimo junk food- anziché muoversi e socializzare e scegliere solo per il meglio relativamente a gusto e salute?

Era normale abiurare ad ogni idea di quiete e contemplazione –le vere CONNESSIONI con sé stessi e il cosmo- nel nome di una virtualità di contatti e informazioni infinite, inutili, dannose, dal potere ottundente assoluto?

Era normale schifare il merito e il successo, esaltando mediocrità, ignoranza e sfighe autoindotte per apatia ed idiozia, di qual si voglia genere?

Era normale santificare l’ignoranza eleggendola a valore, deprecando a ogni piè sospinto chiunque fosse capace di assurgere a un qual si voglia grado di eccellenza?

Era normale sprezzare ogni idea di centratura metafisica –sacra o laica che fosse, dalla religione alla politica- nel nome di una mera esistenza biologica con al centro ego artefatti ad alzo di social solamente?

Era normale fare falò di idee ed ideali che per secoli e millenni erano stati i fari dell’umanità in quanto tale?

Era normale relegare la cultura quella vera –cioè, il culto della sapienza e del “raro et eccellente”- al rango di “stronzata” da deprecare in ogni modo?

Eppure…

Prima franchigia.

Ricordatevi gli incontri fra amici ai tavoli di un bar o in pizzeria di appena 5, 4, 3, 2 un anno fa; ricordatevi il convitato di pietra –il micromonolite/totem nelle mani di tutti, nelle orecchie di tutti coi suoi suoni elettronici di notifica messaggi: lo smartphone- tiranno demolitore della vera socialità; il suo ruolo per l’appunto ab-norme. Bene, paragonate ora quelle serate a quelle di 20 anni fa: dove si parlava, per davvero. Dove c’era l’hic et nunc, e basta. Dove chi non era presente era evocato in racconti e ricordi: immagini da creare con la mente. Dove se mangiavi, mangiavi e ti godevi l’attimo, senza l’assillo di fotografare il pasto per “condividere” la fotina con gente a 100, 1000 chilometri di distanza, spesso “amici” mai visti una volta in vita tua, ma spacciatori di quel metadone dello spirito chiamato “like”!

Dove se parlavi, parlavi di te, di noi, di presente, passato e futuro. Di vita vera e non di “temi” inculcati da un qual si voglia schermo…

……..

Torno a bomba: era normale “seguire” illustri sconosciuti eletti a idoli in base a una comunicazione frenetica quanto falsa, patinata e farlocca (dimenticando sé stessi)?

Era normale accettare il bombardamento mediatico di un’informazione venduta da tempo ai giganti dell’economia più spietata e disumana che mai si sia veduta (e quindi, spacciatori LORO di fake news a pagamento)?

Era normale accettare l’idea di una Chiesa ridotta a ONG, a una mega coperativa di assistenza sociale senza più un barlume di metafisica, spiritualità e fede quelle vere?

Era normale assistere inermi alla dissoluzione dell’arte e della bellezza, della musica e del genio, nel nome di una produzione “culturale” sempre più cialtrona e trash?

Era normale che si chiamasse a guidare un Paese, una Nazione, i più ignoranti ed incapaci, rozzi e inadeguati, solo perché… Già, perché?

Era normale che tutto meno il NORMALE, venisse eletto a NORMA?

Seconda franchigia.

IMPEGNO, SERIETA’, SACRIFICO, PARTECIPAZIONE. Erano i mantra di intere generazioni che su di esse hanno creato la società occidentale, con tutti i suoi valori e le sue conquiste. Tutte queste, assieme a EDUCAZIONE e LIBERTA’!

Già, l’educazione… Siamo passati in 3 lustri dal considerarla il fulcro di ogni idea di cittadinanza, a “menare” i professori che per caso ardissero solo dirci che avevamo figli svogliati, demotivati, ignoranti: SOMARI!

Non quindi com’è sempre stato, con l’alunno che teme il giudizio severo ma giusto e formatore del maestro e della famiglia, ma i professori che temono i somari senza regole e le famiglie dei medesimi che ormai considerano la scuola parcheggio sociale o poco più, cui si chiede solo di TENERE I FIGLI per un lasso di tempo, senza rompere troppo i coglioni con quelle idee superate di FORMAZIONE, RIGORE E MERITO!

Già, la libertà… Per tanti, troppi, in troppo poco tempo, è diventata quasi un peso: implica una personalità vera per essere vissuta appieno. Implica un codice valoriale e quindi ETICO, che non la rende negoziabile, e che perciò impone ogni tipo d’azione ogni qual volta la si veda minacciata. Sì, la libertà implica responsabilità –per viverla appieno- e azione, per la sua difesa. Sino alle estreme conseguenze.

Ma chi ve lo fa fare…? Vuoi mettere uno Stato che ti mette in sicurezza, al calduccio, senza idee e pensieri, senza nulla da fare che non sia un mero esistere tra lo zombie e il vegetale, senza sogni e speranze, impegno e sforzo…? Certo, in cambio ti elargisce la miseria di una vita priva di orizzonti, ma vuoi mettere la comodità? Nessun rischio di fallire e quindi essere costretti a fare i conti con sé stessi, nessuna fatica da fare, nessuna esigenza di lavoro su sé stessi per crescere e migliorare. Basta stordirsi e tutto è apposto. Basta la frasetta a cavolo di cane e… “andrà tutto bene”!

Certo, come no…

…Appunto!

…….

Modus moriendi.

A vita alta, no bassa col culo in vista. Stretti in fondo, a palloncino, anzi no, larghi e scampanati. Con la barba, senza barba, col taglio di capelli X, no quello Y. E quest’anno va il giallo, poi il verde, poi il nero, poi si ricomincia. Basta che consumi, butti e consumi. In un ciclo senza fine…

Sino alle code interminabili all’addiaccio per comprare l’ultimo modello di snikers o lo smartphone più “innovativo” (coi soldi della pensione del nonno). “Perché IO valgo”: cosa? Cosa vali? Cosa sai fare? Chi sei? Ti avrebbero chiesto sino a pochi anni fa, ora no. Dallo slogan diabolico, non più: “vali” a prescindere e quindi puoi –devi!- spendere per il prodotto XYZ che ti “qualifica”!

Sino ad essere solo quello che hai, e nulla più…

Tutti tatuati. Tutti a guardare gli stessi programmi, sempre più scemi, sempre più spesso a mandare in onda il peggio della società in termini antropo/sociali, con la sola, miserabile consolazione di rispecchiarsi. E avere qualcosa di cui (s)parlare: “oh, hai visto X al GF vip?” “E coso lì, a Uomini e Donne…” “E quell’altra là, a L’Isola dei famosi”… In un crescendo rossiniano di NULLA e di SQUALLORE… Parole al VANTO!

Mentre le proprie felicità e soddisfazioni, vittorie e sconfitte –cioè, la vita VERA- sono sempre più delegati tutti a personaggi televisivi o strapagati giovanotti in calzoncini che ogni maledetta domenica (no, non bastava più, ormai calcio TUTTI I GIORNI!!!) per 90 minuti (più supplementari), vanno in onda a celebrare il culto dell’unica religione rimasta, con tanto di idoli e anatemi blasfemi tutti solamente!

Non meno degli altri idoli, a cui paradossalmente in un (sedicente) regime democratico, ormai si delegano senza condizioni tutte le scelte. Delle due l’una: o i banchieri, o i CEO delle multinazionali hi-tech o del farmaco, tutta la credibilità dei quali sta nell’AVERE ricchezze smisurate solamente…

Tutto quanto sin qui detto, evidenzia come l’uso distorto delle tecniche, l’abbandono dei mezzi di contrasto culturali, abbiano creato una popolazione mondiale (in certi Paesi peggio che in altri, Italia in primis), già da tempo de-normalizzata, cioè, de-umanizzata, e quindi pronta a essere trattata in termini disumani per statuto.

Dalla lookdown generation infatti (gli inzombiti H24 curvi a contemplare lo schermetto dello smartphone), al lockdown come stile di governance e imposizione di non-vita, il passo è stato quindi breve, brevissimo.

Il colpo di grazia a un corpus sociale già marcescente e in piena decadenza. E una popolazione ignorante, cafona, gretta, presuntuosa –irretita dal condividere de facto gli stessi (dis)valori dei propri carnefici- era il perfetto bestiame da sottoporre al più truce esperimento sociale mai visto dagli anni ’30 del secolo scorso in qua!

E’ il conto della delegittimazione del sapere e della cultura, che sono sempre “socraticamente” sapere di non sapere, e quindi apertura al dialogo e al dibattito, al dubbio e alla ricerca contro ogni visione fideistica e dogmatica.

E’ il conto della morte di ogni idea di merito e rito di passaggio –leggi prove iniziatiche- per accedere a stati superiori del sapere e dell’essere.

E’ il conto del disimpegno, dell’adorazione del menefreghismo, dell’esiziale morte di ogni idea di Altezza a cui tendere e verso la quale elevarsi, con dolore e con fatica: perché facile non è mai esistito.

E’ il conto di aver abiurato ogni idea di PROFONDITA’ e COMPLESSITA’, perché tutto (non) viva che di sola superfice: la SUPERFICIALITA’ eletta a (dis)VALORE!

E’ il conto di aver eletto l’APPARIRE e l’AVERE, disprezzando l’ESSERE!

E senza ELEVAZIONE e PROFONDITA’, l’uomo non E’ niente…

E’ NORMALE essere NIENTE, per la creatura fatta ad IMMAGINE E SOMIGLIANZA DEL CREATORE?

La risposta a chi è ancora in grado di darne una…

 

Andrea Aromatico

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