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Vero Verde

“Se volessimo dunque sollevare il genere umano con i veri mezzi, indiani, botanici, magnetici o naturali, siamo prima semplici e buoni come la Natura, scacciamo le nubi che ci coprono gli occhi, e impregniamo i nostri pari di un po’ di vita. Non si cerchi di diventare i sovrintendenti dei poveri, ma piuttosto di diventare uomini migliori sulla terra”.
Henry David Thoreau

 

Green pass, green new deal, non si fa altro che farneticare di “verde”. Ma cosa c’è dietro? Ed è “vero verde”?

 Ogni regime funziona con le parole di passo. I motti. Gli slogan. La semplificazione fideistica creata dalla propaganda ad usum idiotes. Zero dimensione critica! Zero approfondimenti! Da una parte dunque, una o più parole manomesse (di solito poche, pochissime) declinate con aggettivi ecumenicamente ritenuti “positivi” e il gioco è fatto (green, verde, come la speranza. Deal, patto). Dall’altra, la dissidenza spenta sul nascere a canone inverso, ovvero con l’uso dispregiativo di etichette altrettanto semplicistiche e definizioni tutte con suffisso negativo (no vax per bollare ogni atteggiamento critico e stramotivato nei confronti di terapie geniche “permesse” senza sperimentazione, potrebbe esserne un esempio, ma avremmo potuto usare “negazionista” o “complottista”). Sorta di marchi d’infamia ready made, a definire nemici del sistema (e quindi della “società”) nel suo affermarsi e “progredire”. Sì, come no…

Ovvio, i fini sono sempre fra i più biechi e sporchi, i mezzi per realizzarli anche peggio, ma prima che il volgo se ne accorga il regime vince e attua i suoi piani, sino alla catastrofe collettiva che come sempre verrà pagata dalle masse (un tempo, cioè ORA) idolatranti.

Sorvolo sull’impresentabile tessera “verde” per atterrare in pieno territorio “green revolution” o “green new deal” che dir si voglia. Il secondo tema del momento. Non ci vuole una gran scienza per capire di cosa parlo. E’ nei programmi e nei proclami di più o meno ogni (ex) Paese occidentale, quindi sotto gli occhi di tutti con un bombardamento mediatico secondo (per ora) solo a quello paraterroristico sulla “pandemia”. Il tutto, che s’iniziò a reti unificate tramite la surreale operazione Greta, solo per creare “l’esigenza” di una “rivoluzione verde”, bella nelle parole ma che in realtà è tutt’altro, come differenti sono i suoi fini.

Ora, che la “civiltà” urbana e industriale abbiano mostrato tutti i loro limiti, è indubitabile. Ma avete dato un’occhiata anche frettolosa a quel che viene spacciato per “agenda verde”? Dico, può mai essere credibile una specie di mostro creato innestando hit tech, digitale e per l’appunto green, il tutto sotto l’egida dell’industria stile Big Corporate?

Non solo, avete guardato in faccia chi è che vi racconta tutto questo (no, i giornalisti sono solo i megafoni prezzolati)?

Avete studiato le carte e i documenti? Avete altrettanto analizzato cosa sino ad ora hanno fatto passare per “verde” con la mano “sinistra”, mentre con la “destra” inondavano i mercati di prodotti transgenici, provavano a trasformare tutti gli organismi in ricettacoli di pozioni chimiche da inoculare ogni due per tre, sparavano nell’etere ogni sorta di onde più o meno elettromagnetiche, distruggevano e combattevano tutto quello che è natura e naturale per davvero?!?

Già, magari non c’avete fatto caso, ma gli stessi che volevano vietare i forni a legna e la brace per cuocere i cibi per sostituire il tutto con cibo spazzatura via delivery e prodotti geneticamente modificati, sono gli stessi che vi parlano di agenda verde. Gli stessi che volevano vietare (c’hanno provato seriamente) gli orti casalinghi. Gli stessi che impongono le misure delle zucchine. Gli stessi delle “quote sul latte”, nemici giurati del latte crudo naturale e non pastorizzato, nel nome del tetrapak (e dei conservanti) quale religione! Gli stessi che stanno provando a depennare rimedi naturali da sempre usati in farmacopea tradizionale come l’Aloe Vera o la Curcuma, per far spazio solo ai preparati chemiotossici di Big Pharma. Gli stessi delle auto elettriche (ci torneremo…) e dei monopattini. Esattamente gli stessi.

Di chi sto parlando? Ma di quelli che organizzano la raccolta fondi per “salvare il pianeta” dall’inquinamento nella villa da 5000 metri quadri e 10 cessi della star di Hollywood illuminata a giorno, tramite mega party al quale arrivano tutti in elicottero e/o Bentley 5000 HP!

Gli stessi che si danno appuntamento nel resort del miliardario dell’hi tech sull’isola caraibica da raggiungersi con aereo privato o super yacht da 60 metri per la grande convention su come “salvare gli oceani” o discutere di come “consumiamo troppa energia”! Esattamente gli stessi! Gli stessi che con le loro banche e la loro finanza creativa, hanno messo “al verde” milioni di famiglie di lavoratori, e questo per davvero. Gli stessi che coi loro server bruciano risorse energetiche pari a quelle prodotte da 10 centrali nucleari al giorno. Gli stessi. Padroni di quegli stessi media che da qualche anno vi dicono che il problema siete voi. Voi che dovete lavarvi di meno, che non dovete procreare, che dovete cambiare stili di vita, che non dovete più viaggiare, che dovete andare a piedi o in monopattino, che dovete smettere di andare a caccia e a pesca, che non dovete più mangiare carne. Che voi e solo voi siete sbagliati, e che tutto sarà magnifico, se “verde” come dicono loro.

Gli stessi che neppure osano proporre tali dictat per i posti/Paesi dove producono sottocosto (Cina ed India in primis, ma non solo). Gli stessi. Gli stessi che vi vorrebbero tutti chiusi in 20 m2 di loculi a mangiare insetti e cibo spazzatura prodotto dalle loro industrie, storditi dinnanzi a monitor H24 senza più un contatto che uno con la Natura quella vera, ridotti a sorta di cyber-organismi autoreferenziali immersi in una realtà virtuale tanto innaturale quanto chimica e artefatta, sterile e sterilizzata, ma… “verde”.

C’è da crederci?

No amici cari, tutto sbagliato, tutto da rifare!

O meglio, è il caso di dire la VERITA’…

No, non c’è proprio nessuna nuova “agenda verde” da inventare, né c’è nessun “green new deal” possibile che non guardi ai due capisaldi eterni ed immutabili -oserei dire archetipici- dell’essere al mondo in maniera genuinamente naturale! Ovvero, da un lato la cultura rurale quella vera e tradizionale; e dall’altro la dimensione del “selvaggio” in quanto tale, ciò che negli USA viene definita Wilderness. Tutto per dire che il futuro ce l’abbiamo alle spalle, altro che idiozie cibernetico-urbane in salsa verde! Altro che transumanesimo e neo normalità!

Non serve nessuna “rivoluzione”, servono solo micro correzioni in termini di recupero e ripristino a partire da quello che troppo frettolosamente –ubriachi di nuovo e di moderno- si è buttato nel dimenticatoio, reciso e distrutto, come le nostre radici profonde che ci legavano alla terra e dunque al Cielo.

C’è insomma da sostituire urgentemente i capisaldi (errati) della cultura urbana solamente, con quelli della dimensione wild e rurale (compresa la sua dimensione spirituale), perché possano dialogare per davvero nel nome del buon senso. Che poi, è il senso buono delle cose…

Un po’ di esempi, tema per tema…

-Medicina? Necessita un ritorno alla centralità del malato in quanto uomo ed individuo, al posto di protocolli standardizzati e ricorso parossistico a farmaci di sintesi, inoculazioni, protocolli.

-Salute? Idem, con recupero necessario quanto immediato di stili di vita quelli sì, salutari e naturali. Insomma: muovetevi, uscite, camminate, gioite, fate l’amore!

Altro che “state a casa”!!! E se potete, spegnete la TV, per sempre!

-Alimentazione? Più wild e bio vero, meno, meno junk food e porcherie sintetiche e chimiche possibile, per quanto “sterili” e “sicure”! Ché non c’è nulla di meglio del cibo vero e naturale per essere in salute, e conservarla…

-Territorio? E’ auspicabile un drastico cambio dell’uso delle PAC (Piani Agricoli Comunitari), che anziché promuovere e sostenere l’ agricoltura iper industrializzata e “chimica” odierna  (e se li si lascia fare, sarà ancora peggio), sia invece volto a promuovere una seria de urbanizzazione aiutando, anziché i “signori dei trattori”, tutti coloro che –specie i più giovani- decidano di fuggire dalle città per intraprendere l’attività di farmer in fattorie tradizionali, con stili di vita tradizionali, ripopolando campagne, colline e montagne, che ora languono nell’abbandono.

-Economia? Poche battute ma inconfutabili: ogni intervento eterodiretto che non sia derivato dalle leggi naturali dell’economia –domanda e offerta- ha sempre creato disastri a cascata, con esisti spesso catastrofici. Di più: ogni intervento in materia economica che non preveda attenti studi di tipo olistico sul medio e lungo termine, ma che sia invece mosso –come tutta la cosiddetta “green economy”- da futili pregiudiziali ideologiche e isterie del momento (fomentate da pressioni di certa industria collegata alla finanza), è destinato a creare miseria vera da un lato, e dall’altro disagi e concause anche peggiori dei problemi che si auto elegge a risolvere. Esempio? Le auto elettriche!

1)      Funzionano con batterie al litio, per estrarre una tonnellata di litio si devastano aree intere aree selvagge (naturali) e s’inquinano falde acquifere per chilometri quadrati.

2)      Le batterie hanno durata limitata: come le si smaltisce? Mistero…

3)      Posto che si volesse sostituire tutto il parco auto circolante in Italia con auto elettriche, per produrre tutta l’energia necessaria e mantenere i livelli attuali per uso abitativo e industriale, servirebbero non meno di 35 centrali nucleari di ultima generazione, più probabilmente 45. In Germania non ne basterebbero 60! O delocalizziamo il problema (si chiama nascondere la sporcizia sotto il tappeto) producendo elettricità con combustibili fossili altrove? E dove, di grazia? E a che scopo?

4)      Per cablare tutto il Paese, sarebbero necessari lavoro di scavi e devastazioni paesaggistico ambientali epocali. E le ruspe e le scavatrici e i camion al lavoro con cosa sarebbero alimentati, si può sapere?

Ripeto, è solo un esempio ma ne ce ne sono a centinaia che tutto evocano meno che il buon senso…

-Cultura? E’ un punto nodale, essenziale! Sino ad ora, è stata la cultura urbana in tutte le sue forme a prevalere e ad essere promulgata (cultura, si fa per dire…). Il cambio di rotta, non potrebbe che prevedere il suo esatto contrario, e cioè promuover e promulgare la cultura rurale e tradizionale. Pena, la nullità assoluta di ogni idea “green” che pretendesse di attuarsi fra l’asfalto ed il cemento. Che li puoi colorare di verde quanto ti pare, ma sempre asfalto e cemento rimangono!

-Scuola e formazione? Idem come sopra, ma con necessità assoluta di ri-alfabetizzazione alla natura vera e alla cultura rurale con le sue prassi spirituali, fisiche e manuali tutti i giovani e sin’ dalla più tenera età. Sì, parlo apertamente “anche” di lavoro fisico e manuale, con campi estivi (e non solo) volti a far conoscere e sperimentare cosa è la natura per davvero! O pensate di farlo in realtà virtuale tramite ologrammi?! Ma davvero davvero…?!?

-Sport? Idem come sopra, con un occhio anzi due, a quel che negli USA va sotto il nome di “Wilderness act”.

Ecco, questo per noi è il vero verde. Tutto il resto, sono solo frottole. Panzane. Pinzellachere. O per meglio dire, “gretinate” per “gretini” sui quali verranno spalmati tutti i costi dell’operazione, da quelli umani a quelli economici. Perché sappiatelo: LORO non rinunceranno mai ai loro elicotteri, aerei privati, yacth sino all’ultima Bentley. Che gli dovrete pagare VOI sino a rimanere VOI al… VERDE!

Vi piace questa pseudo “rivoluzione verde” ad usum dei tecnocrati miliardari del pianeta?

Prima di rispondere fatevi un’ultima, essenziale domanda: nei loro piani c’è anche una dichiarata apertis verbis necessità di riduzione della popolazione del pianeta.

Se non parlano di LORO e dei LORO figli, di chi stanno parlando…?

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